Quanti access point servono in casa: lo decidono i muri, non il listino
Hai la fibra che va al massimo. Lo speed test in salotto restituisce un numero che fa piacere. Poi sali in camera, fai partire un film e dopo due minuti il video si blocca. La tentazione è dare la colpa alla linea. Quasi sempre non c'entra.
Il problema è quello che sta tra te e il router: muri portanti, solai in laterocemento, un armadio a tutta parete, il forno a microonde acceso. La fibra si ferma dove entra in casa. Da lì in poi comanda la casa. Ecco perché, prima di dirti quanti punti WiFi servono, veniamo a vederla.
Perché il WiFi non arriva in fondo al corridoio?
Il WiFi è un'onda radio. Ogni volta che attraversa un materiale perde energia, e non tutti i materiali si comportano allo stesso modo. Una parete in cartongesso la attraversa quasi senza accorgersene. Un muro portante in mattone pieno da quaranta centimetri, quello che trovi nelle case romagnole di una volta, se la mangia.
Poi c'è l'interferenza: altre sorgenti radio che occupano le stesse frequenze del tuo WiFi e lo costringono ad aspettare il proprio turno. In un condominio possono essere le reti dei vicini, venti o trenta tutte accese sullo stesso canale. In una villetta può essere un impianto di videosorveglianza, un baby monitor, un forno a microonde.
Quello che toglie segnale, in ordine di cattiveria:
- muri portanti in mattone o cemento armato, soprattutto se spessi
- solai tra un piano e l'altro, il nemico numero uno delle case su due livelli
- superfici metalliche e specchi: caldaie, armadi, porte blindate
- reti vicine che affollano lo stesso canale radio
Quanti access point servono davvero?
Un access point è l'apparato che diffonde il WiFi: un'antenna che si collega alla rete di casa via cavo e copre la zona in cui è installata. Non è un ripetitore, non è un secondo router: è un punto di emissione in più sulla stessa rete.
La risposta onesta è che in tante case ne basta uno. Un appartamento di settanta metri quadri su un piano solo, con tramezzi leggeri e il router messo in un punto sensato, si copre benissimo con un apparato unico: prima di aggiungere ferro conviene sempre provare a spostare il router nel posto giusto. Le case che hanno bisogno di più punti sono quelle grandi, quelle su più livelli, quelle con muri vecchi e spessi, quelle con un giardino o un capannone da coprire.
Il configuratore online serve proprio a questo: ti fa mettere tre numeri e ti restituisce una stima di quanti punti servirebbero. È un punto di partenza utile per farsi un'idea prima di sentirci, non un preventivo. La verità la dice il sopralluogo, perché il configuratore non sa dov'è il tuo divano.
| Metri quadri | superficie complessiva da coprire |
| Numero di piani | ogni solaio in più pesa come una parete spessa |
| Tipo di muro | cartongesso oppure cemento e muratura piena |
| Cosa restituisce | una stima del numero di access point, da confermare sul posto |
Cosa guarda il tecnico quando entra in casa tua?
Il sopralluogo dura il tempo che serve e si porta via cinque informazioni. Nessuna di queste si può ricavare da un modulo online.
Il test di segnale
Il tecnico gira la casa stanza per stanza, con la porta chiusa come la tieni tu, e misura quanto segnale arriva. Non guarda solo la potenza: guarda anche quanto è affollata la banda in quel punto, cioè quante altre reti stanno parlando sopra la tua.
La mappatura delle stanze
Dove vivi davvero? Se lavori dalla tavernetta e guardi le serie a letto, la rete va costruita intorno a quei due punti, non intorno al salotto buono che usi a Natale. Il numero di antenne dipende dalla pianta, la loro posizione dalle tue abitudini.
I cablaggi esistenti
Ogni access point vuole un cavo. Spesso si riesce a riusare qualcosa che c'è già: una presa di rete dimenticata, una canalina interna libera, il tubo dell'impianto TV. Verificarlo prima evita sorprese e lavori invasivi dopo.
Il censimento dei dispositivi
Contiamo cosa si collega: telefoni, tablet, TV, console, telecamere, robot aspirapolvere, termostati. Una famiglia di quattro persone oggi arriva tranquillamente a venticinque oggetti connessi, e non è la stessa cosa che averne cinque.
Le interferenze
Si cerca chi disturba: reti dei vicini, impianti già presenti, apparecchi che lavorano sulle stesse frequenze. A volte il problema si risolve cambiando canale, senza comprare niente.
Montiamo apparati che sappiamo assistere, non quelli che fanno più bella figura in scatola.
Cosa è cambiato in una casa a Sant'Alberto
Un cliente aveva appena comprato una vecchia casa romagnola in centro a Sant'Alberto: oltre duecento metri quadri, muri interni in mattone spesso, soffitti sopra i tre metri. Il router messo dove entrava la fibra copriva il suo angolo e poco altro. Nessuna configurazione avrebbe cambiato le cose: era la casa a dire di no.
Dopo il sopralluogo abbiamo installato tre access point interni, uno al primo piano, due al piano terra, più uno esterno per il giardino, su una fibra da 1 Gbit. Totale apparati 3 interni + 1 esterno. In quella zona anche la copertura LTE del telefono è irregolare e non arriva ovunque in casa: avere un WiFi solido in ogni stanza non è un lusso, è l'unico modo per essere raggiungibili. Impianti di questo tipo ne abbiamo fatti nell'ordine delle centinaia tra il 2025 e il 2026.
| Superficie | oltre 200 mq |
| Altezza soffitti | oltre 3 metri |
| Muri interni | mattone pieno, spessore elevato |
| Connessione | fibra 1 Gbit |
| Access point interni | 3 (1 al primo piano, 2 al piano terra) |
| Access point esterni | 1, per il giardino |
Perché montiamo questi apparati e non altri?
Gli apparati che proponiamo non escono dal catalogo del mese. Keenetic, MikroTik, TP-Link e Ubiquiti sono marchi che il nostro team tecnico usa e collauda prima di metterli in casa di qualcuno: il collaudo lo abbiamo fatto internamente e insieme ad alcuni clienti che si sono offerti di provare le soluzioni, poi abbiamo tenuto quella con il miglior rapporto qualità/prezzo. Il motivo è semplice: l'assistenza dopo tocca a noi, quindi preferiamo conoscere a memoria quello che montiamo.
Due precisazioni pratiche. La rete che costruiamo è una rete mesh: un'unica rete WiFi con un solo nome, in cui il telefono passa da un punto all'altro da solo mentre cammini, senza che tu debba fare niente. Non è un ripetitore, ed è una differenza sostanziale che abbiamo spiegato nel dettaglio parlando di copertura mesh di casa. Se poi un punto si guasta, il resto della rete continua a funzionare: perdi la stanza, non la casa.
Gli apparati sono generalmente in acquisto; il noleggio lo valutiamo caso per caso, insieme a te, quando ha senso.
Cosa succede il giorno del sopralluogo
Se stai pensando di sistemare il WiFi, il percorso è questo e non riserva sorprese.
- Usi il configuratore online e ti fai un'idea di quanti punti potrebbero servire: metri quadri, piani, tipo di muro.
- Ci sentiamo e fissiamo il sopralluogo, che è incluso nell'attivazione.
- Il tecnico arriva, misura il segnale stanza per stanza, guarda i cablaggi, conta i dispositivi e ti chiede dove passi le giornate.
- Ti dice quanti punti servono davvero, dove vanno e come si passano i cavi. Se ne basta uno, te lo diciamo.
- Il giorno dell'installazione il router resta dove entra la fibra, garage, ripostiglio, vano tecnico, con il WiFi disattivato, e le antenne vanno dove si vive.
Vale per la casa e, con qualche accorgimento in più, anche per chi ha lo studio in casa. Se ancora non sei nostro cliente, il primo passo è capire cosa arriva al tuo indirizzo e poi guardare le soluzioni per casa: il resto lo decidiamo insieme, davanti ai tuoi muri.
Scopri cosa arriva al tuo indirizzo
Inserisci via e civico: ti diciamo in pochi secondi quale fibra è disponibile a casa tua.


